Archive for maggio 2011

CONCORSO POETICO INTERNAZIONALE

maggio 31, 2011

“SEEKING FOR A POEM”

You are invited to submit a poem for the International Poetry Competition “SEEKING FOR A POEM”, organized by the Association  la stanza del poeta   from Formia/Gaeta (Italy) and DIOGEN pro culture magazine from Sarajevo (Bosnia and Herzegovina).

Please read ‘How to Guide’ below.

Step One
(1) Submit one poem of your choice and your short Biography, including your photo ((color and/or black-white, 300 dpi, format 1200 x 800 pixels) by 30/10/2011. Submission should be sent to seekingpoem@yahoo.com . The results will be published by 31/1/2012.
Please note that you are required to provide a valid email address. All communications with you will be exclusively in writing and via email. It is important that you keep your email address valid and active during the selection process so that we can communicate with you.
Step Two
(2) Your poem will be evaluated by our judges: poets Giuseppe Napolitano from Italy and Sabahudin Hadžialić from Bosnia and Herzegovina. Having read and assessed your poem, the judges will make a decision to either publish it or decline publication.
Step Three
(3) The poems selected for publication will be uploaded on the competition website and the top three poems will be announced. All contestants are invited to visit the website and review the results.
Step Four
(4) The top three poems will be also announced on web site of the Association  la stanza del poeta  and DIOGEN pro culture magazine and published in the annual DIOGEN pro culture magazine No. 2. edition in February 2012.
The winners will be offered the opportunity to be the judges for the next year’s competition.

Each winner will be presented with the opportunity to publish 20 poems of their choice in the second edition of DIOGEN pro culture magazine.

We would like to thank you in advance for your devotion to the development of creative writing endeavors

Additional Contest Information
Who is Eligible?
Poets of all ages are eligible and all styles of poetry are acceptable.
How and When to Submit?
We ask that you submit your writings by November 30, 2011. Submissions are accepted via email to seekingpoem@yahoo.com
Submission Requirements
Poems must be original works.
Poems should be submitted in English, or the English translation should accompany the original
The poet’s full name and email address must be provided.
The poet must be able to be notified via email if their poem has been selected for publication.
Guidelines
The judges will be looking for originality, rhythm, rhymes, and audience appeal.
The judges will be looking for poet’s passion about the subject topic of the poem or a novel approach to every day topics.

http://diogen.weebly.com
https://stanzadelpoeta.wordpress.com/

Just like a woman – il viaggio di Raffaela

maggio 15, 2011

 

Il taglio (convincente) del libro è quello di un viaggio (coinvolgente) di formazione: qui però non c’è un giovinetto alle prese con un futuro da costruirsi attraverso prove iniziatiche; ma l’autrice – matura e appagata come donna e consapevole d’altronde delle proprie competenze professionali (affermata giornalista indagatrice dei fatti comuni) – si mette in gioco progressivamente, spinta da curiosità e non solo (dall’esigenza caratteriale di confrontarsi per comprendere e per comprendersi negli altri); finendo per viaggiare quasi per inerzia, di tappa in tappa, portata dagli eventi e dagli incontri ad incontrare altri eventi. È in definitiva la storia di una donna che cerca di conoscersi incontrando e conoscendo altre donne. Just like a woman, appunto, proprio come fa una donna e come fanno un po’ tutti, seguendo magari l’insegnamento del vecchio Seneca: se vuoi conoscere gli altri, impara a guardare dentro te stesso; ma per capire te stesso devi imparare a conoscere gli altri…
Così l’inquieta Raffaela parte dalla sua New York in carta patinata (un ambiente umano a metà fra Woody Allen e “9 settimane e mezza”) ma con l’aggiunta del dramma psicologico provocato dall’11 settembre, e si trasferisce in Australia, quindi in Asia. Deliberatamente si mette in cerca di donne per completare un quadro appena abbozzato già a New York: una indagine al femminile su come le donne riescano a sopportare la propria femminilità (sopportare, perché spesso, ancora, malgrado la globalizzazione e l’apparente uniformità dei costumi, persistono pregiudizi e prevaricazioni). Si potrebbe dire che è proprio la globalizzazione a farci toccare con mano quel che prima potevamo pensare di immaginare soltanto.
Competere con se stessi: è questa la chiave più decisa nella ricerca di sé alla quale la maggior parte delle protagoniste di questo corale libro affidano la propria esistenza – cercarsi per affermarsi, e per affermarsi lottare, soprattutto con(tro) se stesse, per eliminare paure ataviche e sensi di colpa indotti, superando ipocrisie e limiti sociali, per toccare non il paradiso in terra, ma un posto che sulla terra faccia dimenticare il paradiso (quello, si sa, può anche attendere).
Ha lavorato per la televisione, Raffaela, e sa bene come si usa una videocamera: il suo libro è una continua “soggettiva”, una ripresa (si potrebbe dire in “piano americano”) che mette il personaggio narrante, l’autrice/ricercatrice, di fronte ai fatti, sempre con gli occhi aperti sul mondo e in condizione di far immedesimare il lettore come appunto si immedesima lo spettatore in una ripresa in soggettiva: qui siamo continuamente stimolati a condividere con lei le sue conoscenze, le sue scoperte, le sue sensazioni. Siamo lei stessa a colloquio con le sue amiche, le tante donne entrate nella sua vita (sempre con discrezione, in verità, quasi non aspettassero altro che una compagna pronta a registrare le loro storie) e queste donne ci chiedono di entrare nella nostra vita – di parlare con noi e metterci in discussione come loro stesse fanno davanti all’occhio della videocamera – che è il nostro sguardo, ormai…
A un certo punto si è costretti a prendere l’atlante – non si vorrebbe, all’inizio… tanto, tutto il mondo è paese e si capisce subito che Raffaela Acampora proprio questo vuol farci capire: le sue storie vere sono raccolte intorno al mondo che è un solo girotondo, una giostra omogenea pur con le sfaccettature caleidoscopiche caratteristiche dei vari Paesi. Ma bisogna prendere l’atlante poiché Raffaela ci costringe a seguirla lungo rotte aeree e ferroviarie (fra Indonesia, Australia, India) sulle quali ci si confonde e ci si perde. Il piglio del viaggiatore (inviato speciale, ma più Chatwin che Terzani, o tutti e due) anima e vivacizza il diario della ricercatrice che – volutamente – tiene basso il livello letterario ma lo nobilita qua e là con intensi lacerti di storia e con descrizioni di toccante umanità, quando non riesce a trattenere l’irritazione e lo sconforto di fronte a certe scene violente, di ordinaria povertà e aberrazione.
Gli spunti offerti all’analisi del lettore attento sono innumerevoli: il libro si coordina intorno a personaggi chiave che ritornano a fare spesso da cerniera fra episodi diversi, si apre in uno scoppiettante campionario di figure indimenticabili, si chiude infine con l’unico capitolo italiano, l’ennesima storia – in realtà piuttosto staccata dal resto del volume (è l’unica di sapore politico) – nella quale probabilmente si vuole sintetizzare la sofferenza e insieme il coraggio della donna che sa rimanere legata a un suo ideale, costruendosi una nicchia nel mondo, malgrado il mondo sembri congiurare contro di lei.

Frammenti (im)previsti: una rassegna che (in)segna

maggio 1, 2011

(articolo n. 100 di questa bacheca letteraria)

Una vasta rassegna del fare poesia oggi nell’Italia letteraria che orbita fuori dai circuiti ufficiali. Potrebbe essere questo l’intento che ha mosso l’editore napoletano Kairos, e soprattutto il curatore Antonio Spagnuolo (operatore di lunghissimo corso nel campo delle antologie poetiche), decidendo di pubblicare il massiccio volume dei Frammenti imprevisti (Antologia della poesia italiana contemporanea). In poco più di 500 pagine sono raccolte brevi sillogi inedite di una cinquantina di autori, rappresentativi dell’Italia intera. Anche questa è una interessante novità: superare lo steccato regionalistico, aprendosi alle esperienze più lontane e significative. Così, accanto ai napoletani Piscopo, Piemontese, Urraro, Vetromile, Vitiello (e molti altri, ovviamente), ci sono i toscani (Manescalchi, Ugolini…) e i pugliesi, i piemontesi…
Un’antologia che si rispetti, oltre a raccogliere – come in questo caso – la freschezza del nuovo, deve proporre omogeneità nella diversità. Qui sono presenti i lavori in corso di autori molto diversi fra di loro, per ispirazione e stile, “i percorsi (come scrive Spagnuolo nella presentazione) di un policromo viaggio attraverso le varie esperienze di scrittura e di cultura”. La profondità del linguaggio poetico è la chiave che accomuna i cinquanta autori raccolti in questi “Frammenti imprevisti“: tra “significazione metafisica” e “costante ricerca”, in definitiva un gioco fatto di regole chiare, nel quale il lettore ha una sua parte non piccola, attento come gli si chiede a non tradire quelle regole pur facendo suo il gioco.
Non ce n’è mai abbastanza, di poesia, malgrado sia così tanto diffusa – se aiuta a riconoscersi in un verso, in un testo, in un cammino ideale che diventa nostro… È tale, dovrebbe essere tale il senso e lo scopo del fare poesia oggi, nell’età dell’immagine, quando però le immagini vengono imposte senza la possibilità di farle nostre: attraverso le parole della poesia riceviamo stimoli a farne di nostre e conservarle per averle riconosciute proprio in quelle parole, per aver saputo decodificare un messaggio che ci appartiene, in comunione di umanità.