La nuova “casa” di un poeta

Lorenzo Ciufo   La casa nuova


Il gabbiano che grida è mio fratello…

È evidente che il trasloco è stato ben preparato: prima di mettere su casa, La casa nuova, appunto (la prima “casa” della sua carriera), il poeta esordiente ma non giovincello ha voluto che fosse arredata per bene. Attento conoscitore di tanta poesia, dalle officine artigianali alla più alta editoria accademica, Lorenzo Ciufo ha composto la sua prima silloge per la pubblicazione con misura e accortezza (non senza qualche .
Il libro (bello anche nella veste) presenta del nuovo autore che si offre alla piazza cattiva dei lettori una ampia panoramica dei suoi modi di intendere e fare poesia. L’indice è suddiviso in sette sezioni: tre più estese (una ventina di testi), quattro meno. Si spazia dalle tematiche del paesaggio e del viaggio, a quella degli affetti, fino all’esempio, piuttosto stravagante, di una “defaecatio” – è il titolo di una brevissima sezione – che, per quanto “animi”, sempre maleodorante rimane – e volutamente, pare, e perché? Per poter dire forse “tutto devo osare”… e “ogni strada percorsi” incurante di dove conducesse.
Comunque, le competenze letterarie dell’esordio sono decisamente notevoli. La scansione del verso è di solito arbitraria, il ritmo della trama espressiva ne risente, per certe asprezze che rallentano il fluire della frase. Eppure vive nei testi migliori una sospensione che tiene alta la tensione del dire e la stessa attenzione del lettore ne viene contagiata. Non è un libro di fronzoli: La casa nuova è pronta ad ospitare i visitatori che vorranno incontrare Lorenzo Ciufo, ma non è per incontri occasionali – qui, chi entra, sappia che l’accoglienza è dignitosa, composta, complice, anche, ma non banalmente ricettiva, niente affatto domestica… non venga a bussare a questa porta chi si aspetta dal poeta la facile consolazione della parola.
Ci sono versi che è possibile isolare dai loro contesti e sarebbero – da soli – testi validissmi. Ci sono brevi testi che sconvolgono per la compatta densità del dettato. C’è senz’altro unitarietà di intenti ed esiti, in questo centinaio di pagine che si assemblano in una “casa nuova” come ambienti e mobilia, e utensili non solo, ma come abitanti che la vivono, come spiriti che la animano. E se La casa nuova è in qualche modo – come pur sembra di poter scorgere da certi indizi – una grande metafora della poesia, vuol dire che Lorenzo Ciufo ha centrato l’esordio e in questa casa potrà starsene tranquillo poiché merita di starci e di ricevere gli ospiti che ne saranno degni.

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