Archive for marzo 2011

Mirzeta di Sarajevo

marzo 28, 2011

Conosciuta a Sarajevo in occasione della Giornata mondiale della poesia il 21 marzo, Mirzeta Memišević (31 anni di fuoco) mi ha mandato – opportunamente tradotti anche in italiano – due testi interessanti che pubblico volentieri, in ricordo della bellissima giornata trascorsa insieme agli amici balcanici.

TRAGANJE ZA TRAGANJEM

Pronađi me
ko hiljade drugih što si
Pronađi me
pa i moje kosti nosi
Hoću i ja da znam ko sam
I čiji sam
Gdje sam
Šta sam
Odakle sam
I kako sam
I zašto sam
To što jesam
I tu
Gdje sam

Septembar, 2002. godine

 

QUEST TO QUEST

Find me
Like thousands others you did
Find me
So you can tote my bones
I want to know who I am
To whom I belong
Where I am
What I am
Whence I am
How I am
Why I am
This what I am
And here
Where I am

(Translation: Semira Džanić)

 

CERCA PER LA RICERCA

Trovami
Come migliaia di altri che hai
Trovami
E porta anche le mie ossa
Voglio sapere chi sono
Di chi sono
Dove sono
Cosa sono
Di dove sono
E come sono
E perché sono
Quello che sono
Qui
Dove sono

(Traduzione: Fatima Škrijelj)


ZVIJEZDA SI, ZEMLJO, JEDINA
Ja sam ti
A ti si ja
Tek kad si moja
Svoja si

Ime ti dadoše po rijeci
Rijeku ti dadoše po imenu
Kad stojiš čvrsto i boriš se
Tad tečeš brzo i nosiš sve

Jer ti si ja
A ja sam ti
Tek kad si svoja
Moja si

Ime ti dadoše po Vukčiću
Malome vuku Hercegu
Vuk je u janjećoj koži
Janje u koži vučijoj

Jer ja sam ti
A ti si ja
Tek kad si moja
Svoja si

Imaš svoj dan, i godinu
Milenij – dva u kostima
Srce i dušu i sjećanje
I djecu svoju uz koljena

Jer ti si ja
A ja sam ti
Tek kad si svoja
Moja si

Zemlja je zemlja
Zemlja je zvijezda
Zvijezda si
Zemljo jedina

Jer ja sam ti
A ti si ja
Tek kad si moja
Svoja si

Jer ti si ja
A ja sam ti
Tek kad si moja
Ja sam svoja

24. novembar 2009. godine

 

YOU ARE A STAR, MY ONE AND ONLY COUNTRY

I am you
And you are me
Only when you’re mine
You’re your own self

They named you after a river,
Gave you a river after the name,
When you stand tall and fight,
You run fast and carry everything away

Because you are me
And I am you
Only when you are your own
You are mine

They named you after Vukcic
A small Herceg wolf
A wolf is in sheep’s clothing
A sheep in wolf’s

Because I am you
And you are me
Only when you’re mine
You’re your own self

You have your day, and year
A millennium or two in the bones
A heart and soul and memories
And your children by your knees

Because you are me
And I am you
Only when you’re your own
You are mine

Country is earth
Country is a star
You are a star
My one and only country

Because I am you
And you are me
Only when you’re mine
You’re your own self

Because you are me
And I am you
Only when you’re mine
I am mine own self.

(Translation: Nirka Dučić)

 

SEI STELLA, PATRIA MIA, UNICA

Io sono te
E tu sei me
Solo quando sei mia
Sei tua

Ti hanno dato il nome dal fiume
Il fiume ti hanno dato dal nome
Quando sei in piedi e lotti
Allora corri e porti tutto via

Perché tu sei me
E io sono te
Solo quando sei tua
Sei mia

Ti hanno dato il nome da Vukcic
Piccolo lupo
Il lupo è in pelle di pecora
Agnello nella pelle di lupo

Perché io sono te
E tu sei me
Solo quando sei mia
Sei tua

Hai il suo giorno, e l’anno
Millennium – due nelle ossa
Il cuore e l’anima e il ricordo
E i tuoi figli presso le ginocchia

Perché tu sei me
E io sono te
Solo quando sei tua
Sei mia

La patria è la patria
La patria è una stella
Sei stella
Patria unica

Perché io sono te
E tu sei me
Solo quando sei mia
Sei tua

Perché io sono te
E tu sei me
Solo quando sei mia
Sei tua
(Traduzione: Fatima Škrijelj)

La nuova “casa” di un poeta

marzo 15, 2011

Lorenzo Ciufo   La casa nuova


Il gabbiano che grida è mio fratello…

È evidente che il trasloco è stato ben preparato: prima di mettere su casa, La casa nuova, appunto (la prima “casa” della sua carriera), il poeta esordiente ma non giovincello ha voluto che fosse arredata per bene. Attento conoscitore di tanta poesia, dalle officine artigianali alla più alta editoria accademica, Lorenzo Ciufo ha composto la sua prima silloge per la pubblicazione con misura e accortezza (non senza qualche .
Il libro (bello anche nella veste) presenta del nuovo autore che si offre alla piazza cattiva dei lettori una ampia panoramica dei suoi modi di intendere e fare poesia. L’indice è suddiviso in sette sezioni: tre più estese (una ventina di testi), quattro meno. Si spazia dalle tematiche del paesaggio e del viaggio, a quella degli affetti, fino all’esempio, piuttosto stravagante, di una “defaecatio” – è il titolo di una brevissima sezione – che, per quanto “animi”, sempre maleodorante rimane – e volutamente, pare, e perché? Per poter dire forse “tutto devo osare”… e “ogni strada percorsi” incurante di dove conducesse.
Comunque, le competenze letterarie dell’esordio sono decisamente notevoli. La scansione del verso è di solito arbitraria, il ritmo della trama espressiva ne risente, per certe asprezze che rallentano il fluire della frase. Eppure vive nei testi migliori una sospensione che tiene alta la tensione del dire e la stessa attenzione del lettore ne viene contagiata. Non è un libro di fronzoli: La casa nuova è pronta ad ospitare i visitatori che vorranno incontrare Lorenzo Ciufo, ma non è per incontri occasionali – qui, chi entra, sappia che l’accoglienza è dignitosa, composta, complice, anche, ma non banalmente ricettiva, niente affatto domestica… non venga a bussare a questa porta chi si aspetta dal poeta la facile consolazione della parola.
Ci sono versi che è possibile isolare dai loro contesti e sarebbero – da soli – testi validissmi. Ci sono brevi testi che sconvolgono per la compatta densità del dettato. C’è senz’altro unitarietà di intenti ed esiti, in questo centinaio di pagine che si assemblano in una “casa nuova” come ambienti e mobilia, e utensili non solo, ma come abitanti che la vivono, come spiriti che la animano. E se La casa nuova è in qualche modo – come pur sembra di poter scorgere da certi indizi – una grande metafora della poesia, vuol dire che Lorenzo Ciufo ha centrato l’esordio e in questa casa potrà starsene tranquillo poiché merita di starci e di ricevere gli ospiti che ne saranno degni.

ULTIMI TITOLI IN COLLANA

marzo 1, 2011

60 Giuseppe Napolitano
Quadernetto (primo e secondo)
mag. 2010 

61 Enán Burgos
La satira del pomodoro
(traduz. Loredana Arru)
giu. 2010 

62 Pasquale Cominale
Atha Wulf il Magnifico
ago. 2010 

63 Radhia Chehaibi
Cantiques de l’errance (testo originale arabo)
traduit en français par Abdelmajid Youcef (traduz. G. Napolitano)
ott. 10 

64 I poeti extravaganti
Poetiche Tremiti
(Viaggio del 4 settembre 2010)
nov. 10
65 Accettura, Armenise, Carbone, Giancane, Giannelli, D’Agostino, Napolitano, Vallone, Ferrari, Calabrese
Il bosco dei poeti
nov. 10

66 Irene Vallone
Un niente di tre
ott. 10 

67 Rossella Tempesta
All’aria canto
nov. 10 

68 Daniel Leuwers
Fausseté du vrai (traduz. G. Napolitano)
dic. 10

69 Giuseppe Napolitano
Apparenza di certezza (traduz. in arabo di Abdelmajid Youcef)
gen. 2011

70 Georges Drano
Dan la passe brève du vent (traduz. I. Vallone e G. Napolitano)
feb. 11

71 Nicole Stamberg
Humains hirondelles (traduz. I. Vallone)
feb. 11

72 Giuseppe Napolitano
Giorni di Tunisia
feb. 11 

73 Gianluigi Zeppetella
Giacchetta Bianca
mar. 11 

74 Giuseppe Napolitano
Il quattro vien da sé (Ditet e Naimit 2010) mar. 11 

75 I poeti del Mediterraneo

Yacht Med Festival Gaeta 2011  

marzo 2011