Oliver FRIGGIERI poeta maltese

Due poesie di Oliver Friggieri
(originale in maltese: l’autore si traduce da sé in italiano)

FIL-BANK TAX-XORTI

Halliel u vagabond imqar fl-imhabba
Kull bniedem, negozjant fil-bank tax-xorti,
Avventurier fil-kazino’ ta’ qalbu.
Jixtieq il-liri w jifrah bic-centezmi,
Jitkaxkar fl-art u jmiss b’idejh il-kwiekeb,
Hekk minghalih u din il-bluha sseddqu.
Fis-suq taz-zmien ibigh u jerga’ jixtri,
Ipartat u jissellef u jirkanta.
Il-ferh jithallas dejjem bi prezz gholi
U xejn m’hu b’xejn f’dil-loghba tat-telliefa.
Imqar fil-mewt il-qalb, biex tmut, tiftaqar
U tberbaq l-ahhar somma li tkun faddlet.
Hekk biss jinxtara dal-biljett ta’ l-ahhar.

ALLA BANCA DELLA FORTUNA

Sia il ladro sia il vagabondo, pur se innamorato,
Tutti gli uomini sono clienti della banca della fortuna,
Avventurieri nel casinò del loro cuore.
Desiderano le lire e si rigiocano i centesimi,
Si trascinano al sole e toccano le stelle con le dita,
Così essi immaginano, certi di tale follia.
Al mercato del tempo si vendono e ricomprano,
Si scambiano, si prendono in prestito e si offrono.
La gioia si paga sempre a un prezzo elevato,
Niente è gratuito in questo gioco di perdenti.
Anche nella morte il cuore, per morire, si farà povero
E sperpererà i suoi ultimi danari.
Soltanto così si compra il biglietto della fine.

KUMMIEDJA DIN

Tinzel fuq rasi dritta din is-siegha,
Il-weggha tmissli qalbi w ixxaqqaqha,
Hekk ghandu jaghlaq dejjem kull dramm iswed,
Xi hadd jigbed il-hbula tas-siparju,
Imbaghad jinxteghlu l-lampi tat-teatru.
Kopjun qadim f’idejn l-attur tas-soltu
Li jaf bl-amment kull kelma w kull caqliqa.
Serata bla kulur u bla sorprizi.
Id-direttur jittewweb u jitmattar,
L-awtur jgholli spallejh u jsoff sigarru,
L-udjenza ccapcap dejjem meta jmissha,
Il-purtinar jistenna l-hin biex jitlaq.
Kummiedja din li setghet qatt ma nhadmet.

È UNA COMMEDIA

L’ora scende diretta sulla mia testa,
La ferita giunge al cuore e lo trafigge,
Sempre così devono chiudersi i semplici drammi,
Si tirano le funi del sipario di scena,
Poi si riaccendono le luci del teatro.
Col vecchio copione nelle mani l’attore abituale
Conosce ogni parola e ogni movimento.
La rappresentazione è senza colore e senza sorpresa.
Il direttore sbadiglia e si stira,
L’autore alza le spalle e aspira un sigaro,
Il pubblico applaude sempre al momento giusto,
Il portinaio attende il momento di andarsene.
È una commedia, questa, da non doversi mai rappresentare.

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