Archive for dicembre 2010

Almanacchi nuovi per il 2011

dicembre 30, 2010

Perché il 2011 sia un anno più limpido,
magari ci vedremo tutti un po’ meglio…

e ve lo dico anche in maltese, francese ed arabo…

“Almanacchi, almanacchi nuovi!”

Oggi è Natale e l’anno nuovo è ormai vicino
ma chi lo sa se veramente sarà nuovo

Leopardi ancora lo domanda al venditore
di calendari ai quali appendere speranze
come santini cui ricorrere ogni volta
che l’anno nuovo poi si manifesti come
quello che è scorso non del tutto rispondente
al buon augurio che l’altr’anno ci fu dato

ed è perciò che ogni Natale siamo buoni
un po’ di più così potremo meritare
un po’ di quel che spesso abbiamo perso
perché già tesi ad aspettare chissà cosa
e neanche Orazio ci ha insegnato a sopportare

‘Almanakki, almanakki godda!’

Illum il-MIlied u s-sena l-gdida qorbot sewwa
imma min jaf hux tassew li se tkun gdida

Leopardi ghadu llum jistaqsi lill-bejjiegh
tal-kalendari li maghhom idendel it-tamiet
bhala santi zghar li kull darba tersaq lejhom
kull meta s-sena l-gdida mbaghad tidher bhala
dak li ghadda bla ma ghal kollox ghogob
lix-xewqat tajba tas-sena l-ohra

u ghalhekk li f’kull MIlied ahna tajbin
xi ftit aktar ghax b’hekk nistghu nisthoqqu
ftit minn dak li sikwit tlifna
ghaliex ga medhija nistennew min jaf xiex
u lanqas Orazju ma ghallimna nissaportu

(nella traduzione di Oliver Friggieri)

 

« Almanachs almanachs nouveaux ! »

C’est aujourd’hui Noël et désormais
la nouvelle année est proche
mais qui sait si elle sera vraiment nouvelle

Leopardi le demande toujours
au vendeur de calendriers
où l’ on accroche ses espérances
comme des images pieuses
auxquelles on a recours chaque fois
que la nouvelle année se présente
Mais celle-ci s’annonce comme celle
qui vient de passer, elle ne correspond
pas tout à fait à nos vœux
C’est pour cela qu’à chaque Noël
nous nous efforçons d’être meilleur
pour tenter de reprendre
ce que nous avons perdu
tendus dans cette attente
d’une sais quoi que même Horace
ne nous a pas appris à supporter

(nella traduzione di Veronique Lengrand e Georges Drano)

 

التقاويم، التقاويم الجديدة

اليوم عيد الميلاد
وقد أضحى العام الجديد وشيكا
ولكن من يدري، أبـِما مضى أم عاد فيه تجديد ؟

كان ليوباردي لا يني يلقي السؤال
على بائع التقاويم
حيث تُعلـّـــق الآمال
كما صُوَرٌ خاشعة
يُلجَأ
إليها كلما هَــلَّ عامٌ
لكنّ هذه السنة تبدو كالفائتة
لا تناسب تماما تطلعاتنا

لذلك ففي كل عيد ميلاد
نحن أفضل بقليل ممّا كنّا
وهكذا نكون جديرين ببعض ما فرطنا فيه
موتورين في هذا الانتظار لأسباب ما
لم يدرّبنا – حتى هوراس – على تحمّلها

(nella traduzione di Abdelmajid Youcef)

I conti sospesi di Lucio Zinna

dicembre 26, 2010

A mezz’aria

(a Lucio Zinna)

È lì che sta
la poesia sospesa
– a noi salire (o
scendere se troppo per errore
ci eravamo sollevati)
a scioglierne le trame
a chiarire allusioni
a dire e dare
sensi e sensazioni

Poesie a mezz’aria di Lucio Zinna è un libro di quelli – piccoli e tosti – che si devono leggere con calma e non una volta, poiché danno successivamente contezza di sé, riservando al gioco nuove carte da giocare e facendo vincere una posta più alta, se la scommessa ha saputo mantenersi con fiducia.
Un gioco (che si avverte stanco ma si vuole ancora vivo con quel che rimane della forza di un tempo) fra la vita che c’è e “i conti che non tornano”…
Un rendiconto resoconto, a sé e a chi c’è, vicino o lontano che sia – compagno di vita o lettore casuale – anche se, con amarezza lo si ammette, o con una punta di apotropaica scaramanzia “questi rendiconti non riescono mai” (in un testo che ha per titolo “Tardetà”).
Ma il bene più grande che si possiede e si conserva (e che si può dare – trasmettere) è “se stesso”, il poeta lo sa, si dà, nemmeno si aspetta di essere gradito, ma sa che quello è il “conto” che può fare con la propria esistenza (“conto le porte che furono aperte e quelle che rimasero chiuse…” e infine “continuo a darti me stesso”. E alla fine comunque ci si deve scontrare con la logica dei tempi, che passano nostro malgrado e che ci sfuggono perché siamo incapaci noi – Seneca (non) docet! – di vivere appieno la vita che ci è data… “visto e considerato che passa tutto (anche il futuro)”: certo, poiché sprecato in una attesa incongrua, improduttiva, fuori dagli affetti buoni che avrebbero nobilitato il nostro essere chi siamo.

Oliver FRIGGIERI poeta maltese

dicembre 22, 2010

Due poesie di Oliver Friggieri
(originale in maltese: l’autore si traduce da sé in italiano)

FIL-BANK TAX-XORTI

Halliel u vagabond imqar fl-imhabba
Kull bniedem, negozjant fil-bank tax-xorti,
Avventurier fil-kazino’ ta’ qalbu.
Jixtieq il-liri w jifrah bic-centezmi,
Jitkaxkar fl-art u jmiss b’idejh il-kwiekeb,
Hekk minghalih u din il-bluha sseddqu.
Fis-suq taz-zmien ibigh u jerga’ jixtri,
Ipartat u jissellef u jirkanta.
Il-ferh jithallas dejjem bi prezz gholi
U xejn m’hu b’xejn f’dil-loghba tat-telliefa.
Imqar fil-mewt il-qalb, biex tmut, tiftaqar
U tberbaq l-ahhar somma li tkun faddlet.
Hekk biss jinxtara dal-biljett ta’ l-ahhar.

ALLA BANCA DELLA FORTUNA

Sia il ladro sia il vagabondo, pur se innamorato,
Tutti gli uomini sono clienti della banca della fortuna,
Avventurieri nel casinò del loro cuore.
Desiderano le lire e si rigiocano i centesimi,
Si trascinano al sole e toccano le stelle con le dita,
Così essi immaginano, certi di tale follia.
Al mercato del tempo si vendono e ricomprano,
Si scambiano, si prendono in prestito e si offrono.
La gioia si paga sempre a un prezzo elevato,
Niente è gratuito in questo gioco di perdenti.
Anche nella morte il cuore, per morire, si farà povero
E sperpererà i suoi ultimi danari.
Soltanto così si compra il biglietto della fine.

KUMMIEDJA DIN

Tinzel fuq rasi dritta din is-siegha,
Il-weggha tmissli qalbi w ixxaqqaqha,
Hekk ghandu jaghlaq dejjem kull dramm iswed,
Xi hadd jigbed il-hbula tas-siparju,
Imbaghad jinxteghlu l-lampi tat-teatru.
Kopjun qadim f’idejn l-attur tas-soltu
Li jaf bl-amment kull kelma w kull caqliqa.
Serata bla kulur u bla sorprizi.
Id-direttur jittewweb u jitmattar,
L-awtur jgholli spallejh u jsoff sigarru,
L-udjenza ccapcap dejjem meta jmissha,
Il-purtinar jistenna l-hin biex jitlaq.
Kummiedja din li setghet qatt ma nhadmet.

È UNA COMMEDIA

L’ora scende diretta sulla mia testa,
La ferita giunge al cuore e lo trafigge,
Sempre così devono chiudersi i semplici drammi,
Si tirano le funi del sipario di scena,
Poi si riaccendono le luci del teatro.
Col vecchio copione nelle mani l’attore abituale
Conosce ogni parola e ogni movimento.
La rappresentazione è senza colore e senza sorpresa.
Il direttore sbadiglia e si stira,
L’autore alza le spalle e aspira un sigaro,
Il pubblico applaude sempre al momento giusto,
Il portinaio attende il momento di andarsene.
È una commedia, questa, da non doversi mai rappresentare.

Monia Boulila – il soffio della poesia

dicembre 16, 2010

Tre testi della poetessa tunisina Monia BOULILA, conosciuta a Sousse (ma già di nome ci conoscevamo per le vie dell’etere!

Tre testi tratti dal suo libro SOUFFLES INEDITS…

 

Difficile nascere

 

Da quando un amore nasce lo si uccide

da quando è generata una vita la si uccide

da quando un soffio di pace appare ci si cammina sopra!

La notte diventa un cerchio di fiamme

il giorno diventa un teatro per l’orchestra delle armi

la terra diventa una grande tomba aperta

il mare diventa una distesa di lacrime verdi!

Si lotta si muore si fanno bambini

si lotta si dimentica si gioca al pallone

si lotta si dimentica si attendono i bei tempi

si lotta si vive si apre un giorno bianco…

Cari umani cari messaggeri di pace

andate a letto mettete al mondo i vostri piccoli

donate la vita alle anime della pace.

Non ci sono più forni non c’è più latte

coprite i vostri piccoli col vostro calore

donate loro il latte dei vostri cuori

sopravvivranno qui o altrove

sopravvivranno per liberare un giorno migliore…

            *

Il respiro di mia madre

Raramente mia madre sorrideva

ma di tanto in tanto apriva il suo cuore

Un giorno che con lei mi sentivo in pace

– avevo dodici anni – le dissi: ti amo

e lei mi disse: sarai una gran signora!

Che sono nata in un sacco di fascino

mi ha detto che la vita mi darà l’amore

il successo e la gloria

Ho adorato la sua storia

l’ho fuggita nella mia memoria:

il meglio che si può desiderare

è il sorriso di una madre quando è buio…

Gli anni passarono; a vent’anni ho creduto

di avere amore successo e gloria…

Ahi! Non è stato che un sogno di gioventù

non è stata che una breve esistenza da ubriaca…

il cammino fu oscuro lungo e pesante…

io non avevo che questa storia come soccorso

            *

 

I poeti della pace

Ricordati della terra dei poeti

ricordati dei giorni di pace e le notti di festa

ricordati della bionda e della bruna

Ricordati dei canti del sole e la luna

ricordati i sorrisi stellati  

ricorda le parole rubate

Ricordati di me…

scava nella memoria può darsi ch’io sia lì

scava il tuo cuore può darsi che io sia lì

scava i tuoi giorni senz’altro sarò lì…

scava…

Io di te so poche cose

ma so che scavi bene,

Io so che scavi profondamente

e che vai là dove la parola diventa un essere vivente…

Una giovanissima poetessa tunisina

dicembre 15, 2010

Ho conosciuto Rahma Henchiri a Sousse in occasione di una straordinaria 24 ore poetica. Giovanissima (17 anni) e coraggiosa – sta imparando inglese e italiano da sola e scrive in tre lingue o quattro (anche francese e arabo, bien sur!). Ha letto questo suo intenso testo in italiano per me e mi ha commosso la sua volontà di apprendere e la sua dedizione alla poesia italiana.

STO BENE

Io sto bene anche senza te,
Posso respirare davvero…
E la tua faccia più non è
la stella del mio cielo.

Sto bene anche lontana da te
E posso certo dimenticarti.
E anche se tu possiedi ancora il mio cuore
Io posso smettere di amarti.

Tu non sei più il mio sole,
Ma le mie notti acerrime.
Non sei più il mio sorriso
Ma la causa delle mie lacrime.

Tu mi hai fatto molto male..
Basta! non ti voglio più.
Voglio solo avere una storia nuova,
Un amore che non sei tu .

Ora esci dalla mia vita
E non pensi mai di tornare.
Tutto è finito tra di noi,
Tutto è annegato nel mare!

Mi sono liberata del tuo veleno,
E la mia anima più non ti appartiene.
Ho già voltata la pagina…
Si vede; io sto bene.

17/06/2010