Archive for agosto 2010

Philippe Lemoine

agosto 15, 2010

Ho conosciuto Philippe Lemoine a Sousse, sulla terrazza del caffè letterario “Lukala”.
Ci siamo scambiati un libro. Il suo mi è subito piaciuto (il titolo è inquietante: Poussière d’Oxigène… forse la poesia è proprio polvere di ossigeno, bisogna respirarla per vivere): ed eccone un primo assaggio

Sacrilegio

Poeta impertinente, aver tanto molestato
le parole in tutti i sensi, grandezza e decadenza
ne avrai forse perduta la limpida evidenza
che in ciascuna di loro libera la propria verità?
Non puoi proprio descrivere con semplicità
di questa cosa in te l’intima confidenza,
nato dal cuore un soffio come una provvidenza
che la tua penna ebbra di vanità profana?
Stordito da se stesso celebrando l’effimero
si nutre di chimere il tuo spirito osceno
poi si corica sazio di ben poco appagato.
Senz’anima esalta la tua poesia l’insipido
e questa sete di fama avido ti dichiara:
eccoti qui che declami lo sciocco e l’imperfetto.

Sandra Cervone e la sua luna…

agosto 6, 2010

Un libro importante di Sandra Cervone lo si aspettava da un po’, almeno da 4 anni, dall’uscita – nella collana la stanza del poeta – del piccolo libro La Luna e il Tempo. Dopo, solo presenze in antologie o periodici a varia diffusione. Eppure, come scrive Rossella Fusco nella prefazione di questo nuovo lavoro: “Sandra Cervone è poesia fatta donna”… Lei vive, respira poesia da almeno metà della sua vita!
Di petali la luna è il sesto volume della collana “La Luna e gli Specchi” che la stessa Cervone dirige per l’editore Perrone, una serie di libri (ne sono previsti una dozzina) di autori del Golfo di Gaeta, aperta a poeti più o meno affermati ed anche ad esordienti. Questo poi è il compito che a Sandra Cervone piace di più, fare da “chioccia”, da scopritrice di talenti, da curatrice delle speranze altrui, in uno spirito di partecipazione totale alla funzione sociale della poesia. Del resto, si dimostra anche così una donna coraggiosa, se è vero – come scrive ancora Rossella Fusco – che “Solo chi non ha paura del dolore di vivere può consumarlo e metterlo al servizio dello scrivere e dell’esistere”. E perciò chi ha tanti numeri nella sua scheda bibliografica non disdegna di comparire in una collana insieme ad autori quasi sconosciuti.
Le 70 poesie raccolte in Di petali la luna sono frutto di anni appassionati e profonda convinta dedizione, di lavoro sulla poesia propria e altrui, che consente ora a Sandra Cervone di mostrarsi consapevolmente matura e sicura dei propri mezzi espressivi. Al suo attivo, d’altronde, ha molte pubblicazioni nelle quali ha progressivamente affinato le armi e confidenzialmente rivolto il suo dire poetico ad un pubblico non di parte, che la stima e si fida del suo dire.
Basterebbe leggere, quasi casualmente, alcuni testi; potrebbero bastare poche poesie di quelle qui raccolte per suffragare l’immagine di un’autrice degna della massima attenzione. Si citano di seguito: “Non ho bisogno d’altro“, “Scrivo” (e già questi due titoli uno dopo l’altro sono una dichiarazione di poetica!), “Perdono”, “La donna che sono stata” (ancora una implicita dichiarazione, stavolta esistenziale: “Ordigno del tempo / scatola d’amore … calzava le ali del dire … gitana del vento di ieri”), “Acqua per soste”, “Bevimi” (idem ancora: “Sono brocca d’acqua per le soste … bevimi: son fontana dolce al varco”…). Sono soltanto pochi esempi, ma significativi, scelti seguendo appena un filo in cui appaia evidente il compito che l’autrice assegna al suo fare poesia: petali rinfrescanti per le sofferenze umane e luminosa dimensione di pace.
Il titolo del volume è indicativo della sintonia ormai storica di Sandra Cervone con la luna, leopardiana e al tempo stesso ironica amica e compagna di sogni: Di petali la luna vede ovviamente la luna presente in gran parte dei testi che raccoglie. E infine, dopo essersi spogliata di perdute inutili esistenze, depurata di illusioni e provvisorietà, l’autrice di questo libro fondamentale nella sua esperienza di scrittura, può dire, con civettuola e soddisfatta consapevolezza: “mi vesto di luna” – mi vesto di fantasia e so come devo indossare un abito simile.