Antonio G. Miele: pitture e inchiostri

Sorprende ancora il Maestro Miele, sorprende anche chi da tempo lo conosce, lo segue, lo stima.
Non è un artista dal tocco rivoluzionario, non ama certo le sperimentazioni che a volte caratterizzano coloro che meno sono sicuri di sé, ma compie continuamente nuovi passi verso una personale acquisizione di strumenti espressivi adatti alle esigenze del suo fare pittorico.
La mostra in corso nella Libreria di Margherita a Formia è la prova dell’accresciuta forza e consapevolezza di Antonio G. Miele. Appena una trentina le opere esposte, ma più che sufficienti per cogliere le novità nella continuità. Miele presenta acquerelli e disegni, scorci urbani (la vecchia Formia di Castellone, abituale sua palestra di ispirazione), paesaggi e ritratti, singoli e in gruppo: la versatilità della sua tecnica è evidente proprio nel modo di trattare la figura umana. Dalla precisa figura infantile (esemplare il ritratto dell’imbronciato “Leonardo”, ad esempio, uno dei nipoti), e pure “La moglie” e “Nonna Cristina”, si passa alla indeterminatezza di certe figure femminili (come “Le tre Marie al sepolcro”), acquerelli lasciati volutamente imprecisi nel tratto descrittivo, quasi a dare al fruitore dell’immagine la possibilità di interpretare, definire, completare secondo la propria sensibilità.
Accortamente la libraia Margherita Agresti ha disposto i quadri di Miele non solo al centro tra gli scaffali della sua libreria, ma negli stessi scaffali laterali, secondo i nuclei tematici ben riconoscibili, assicurando a tutti i lavori esposti visibilità e leggibilità in progressione. Già detto degli acquerelli (alcuni già esposti in altre occasioni) e dei disegni di Castellone, e dei ritratti domestici, un’ultima notazione meritano un trittico di quadri di soggetto religioso, dedicati alla Madonna (“Annunciazione”, “Madonna con il bambino” e “Sant’Anna con il bambino e la Madonna”). Qui l’artista formiano ha offerto una particolarissima lettura del tema sacro, nella disposizione delle figure, nella scelta stessa della figura (come la Madonna di ispirazione, si sarebbe detto una volta, “popolana”, ma per questo ancora più vicina all’occhio dello spettatore).
In definitiva, un’occasione per apprezzare come lavora un artista discreto ma sicuro, certo meritevole di attenzione nel panorama locale e non solo.

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