Il “transito” di Anna Maria Guidi

Il vizio di regalarsi

 

Già, il titolo… Siamo di passaggio e lo sappiamo, anche se spesso ce ne dimentichiamo e confondiamo il transito per questa via segnata che è l’esistenza con la possibilità di durare… e ci proponiamo a modello. Vizio d’artista, necessità di testimone, comunque un bisogno di non passare inosservati (che per di più costa fatica, e coraggio, non poco). Ecco infatti “Il vizio”: “Se fossi / se avessi / se volessi / se potessi / se… / Costoso vizio il se / che sognando le perle / coltiva ostriche chiuse / al vezzo della vita”…
Così è scusata e giustificata anche Anna Maria Guidi, che nel suo volume poetico di qualche anno fa appunto raccontava come fosse “In transito” e come a quel transitare qui con noi volesse dare un significato particolare… peraltro ponendo, come chiari segnali del suo transitare qui tra di noi, esplicite dichiarazioni di poetica. Insomma, una specie di navigatore (oggi di moda, al poeta inutile) che aiutasse il prossimo a seguire il percorso accidentato che gli viene proposto. Anche se il poeta sa bene di non essere sempre il miglior navigatore per gli altri, finché non impara ad esserlo per se stesso: “Apprendista vampiro / che non ha mai imparato / il trucco per succhiare / la linfa dell’esistere ” (“L’abuso”).
I segnali sono dunque tanti e disseminati – specie negli esergo delle varie sezioni in cui si articola il sostanzioso volume: “buona ispirazione / ma io non mi ispiro / aspiro / l’incenso sottile della vita…” – partiamo di qui, una delle chiavi più efficaci per forzare la facile difesa dell’autrice, che fa poco per rimanere protetta, ed anzi con naturalezza si sveste di sé perché più facilmente la si possa scoprire, e di lei si possa cogliere ogni movenza espressiva che è espressione di vita.
“La mensa del poeta / è un’allucinazione di parole” (“Il sale delle briciole”); “È un acrobata / al trapezio il poeta / Volteggia di parole / e non usa la rete / Regala segni / labili tracce / in punta di pensiero…” (“The show must go on”); “Stanotte / avevo in mente un bel verso / Stava attaccato / come un passerotto / a un ramo di pensieri / Ma quando l’ho staccato / per pensarlo / è fuggito / via cinguettando / verso un nido di stelle” (“Nido di stelle”): sono solo esempi – la riflessione metapoetica è continua, pur non essendo ovviamente la sola e diverse anzi essendo le tematiche di questo transito nel quale Anna Maria Guidi chiede di accompagnarla. In tutta onestà di sperimentatrice, senza presunzione di guida infallibile: “molto ho visto / di tutto e il suo contrario / ma non ancora abbastanza”… e quindi, serenamente, per quanto possa sentirsi in grado di indicare percorsi, pure sente il bisogno di avvertire i lettori del rischio che si corre a starle dietro: “[…] Io rinuncio ad affliggervi / con ottave quinari settenari […] / Voi attaccate alla gruccia […] l’abito liso dei vostri giudizi ”– è l’ultimo testo del libro (ironico emblematico il titolo, quasi però apotropaico: “Stop”), e qui finisce In transito, ma si apre il privato transito del lettore attento, non solo intento a vivere… se vuole approfittare di questa messe ricca di sapori umani, da gustare per credere e crescere, in armonia di sentire.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: