Follia d’amore

Vittorio Nocella

L’amore dall’inizio
Servitium, Milano 2010

Un pazzo, solo un pazzo poteva concepire un’impresa titanica e messianica com’è questo libro straordinario di Vittorio Nocella… un poeta d’altronde un po’ pazzo lo è, e Nocella è poeta, anche se di non molti libri. Ed è anche pazzo d’amore, come si dichiara in L’amore dall’inizio.
Questo suo libro è uno di quelli che qualcuno definirebbe necessario: lo è poiché l’autore doveva esporsi al rischio del banale, esemplificando il Prologo del Vangelo di Giovanni in riflessioni liriche (“osservazioni in forma di poesia” le chiama lui), doveva farlo per convincersi di poter superare la prova (con l’aiuto dell’Altissimo di cui canta le lodi insieme a Giovanni), come riconosce – dopo l’iniziale perplessità – lo stesso padre Sorge nella lettera che introduce alla lettura dell’opera.
La follia dell’amore per la verità, quella a lungo cercata – nello studio, nel lavoro, negli affetti, nella scrittura – e infine trovata in sé (Agostino pure avrebbe indicato questa via), l’amore della verità consente di trasformare il genitivo da soggettivo a oggettivo: è la verità infine che ama chi la cerca, proprio perché si fa trovare dove era sempre stata – in sé.
“Quando ama nessuno sta più solo” – ecco dunque il senso di questa ricerca affannosa all’inizio e soddisfatta al termine dall’appagamento completo e convincente. Il poeta lo dice e lo ripete: “ho scoperto che il viaggio dentro me stesso era finito / che da sempre mi avevi preso per mano / e che non ero più lo stesso”: il finale di “Ma le tenebre non l’hanno accolta” può prendersi a logo dell’intera silloge. È l’amore la forza guida, nell’amore ci si ritrova in compagnia, prima di se stessi, poi del prossimo, poi del mondo e infine della verità.
Certo, è la verità cui si arriva per fede, non ha pretese scientifiche, ma nemmeno le importa. È lei la rivelazione che ci si aspetta, ed è quella che si trova in fondo al tunnel, nella luce accogliente che è “una tenera carezza di madre”… Sorprendente ma non tanto che Dio sia “madre” – anche il Papa lo disse: principio vitale totale, non può considerarsi soltanto “padre”. L’operazione letteraria di Vittorio sa d’altronde anche di maieutica socratica: di scavo accorto nell’essenza dell’uomo. Le sue riflessioni girano intorno alle parole dell’evangelista in cerca di altre parole che dicano di quel miracolo che è la vita regalata al prossimo, ed è il miracolo del poeta che analizza gli eventi dell’esistenza perché altri ne sappiano il gioco (e le regole) e ne preparino (pronti a tutto) gli esiti.
Ha ragione Walter Mauro che nella prefazione a L’amore dall’inizio sostiene: “Il binomio e l’equazione Amore/Parola tendono a configurare un progetto di lavoro poetico totalizzante”. È vero: qui tutto riesce poiché Vittorio Nocella si è messo al lavoro con la convinzione profonda di avere a portata di mano l’appiglio giusto, partendo dalla sua formazione ideologica ed estetica, mettendo in gioco totalmente la sua umanità di credente e di scrittore. Ed ecco perché ha potuto prendere “il volo senza più paura”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: