La poesia della memoria

Scampata per ricordare

di Irene Vallone

 

Spietata atrocità barbarie
su folle inermi accanita
avvolte nella statica nebbia
sferzante presagi di morte

Da ammassi brandelli di averi
calpestio timoroso di animule
incoscienti del passo breve
asfissianti aliti lasciate a respirare

Ora è silenzio vuoto di morte
tra le baracche nei campi
attraversa purificatore il vento
l’insanabile aria della strage

Quale passato terribile
marchiato a fuoco vivo
si spande ancora in onde
di odio che stenta a morire

       *

Sento se mi fermo a pensare
alla follia dello sterminio
le urla la fame il freddo
della paura delle tradotte del distacco

sono tra quella povera gente
ad annusare sulla carta l’odore di un tempo
della barbarie macabro sapore

a coccolare con lo sguardo volti impauriti
a rivivere geografie di luoghi cari
a sperare per altri vie di scampo

una come loro sì
ma scampata
per ricordare

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Una Risposta to “La poesia della memoria”

  1. stanzadelpoeta Says:

    Anche la poesia ricorda, la parola del poeta rivive l’assenza di parole e dà voce ai silenzi di chi non poté parlare.
    Ricordare è di chi ha vissuto. Il poeta perpetua nella sua voce i ricordi di chi non vive più.

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