Le “Fratture” di Spagnuolo

 

Trattandosi di un medico poeta, verrebbe facile pensare che le “fratture” del titolo siano quelle del corpo… ma Spagnuolo è cardiologo e quindi le “fratture da comporre” sono probabilmente quelle del cuore, o comunque bisogna arguire che, in traslato almeno, non si tratti di “rotture” fisiche. Partendo da questo presupposto – e sempre ammesso che sia credibile un’analisi di questo tipo, per una poesia come la sua, ricca di presenze “corporee” (fisiche o fisiologiche, e sane o malate che siano) –, si può tracciare un percorso di lettura che dia un’efficace chiave di approccio a un libro come Fratture da comporre (Kairòs Edizioni), estrema prova di un inguaribile medico di se stesso?
Spagnuolo insiste infatti a dipanare (e cercare di “curare”) esistenze parallele alla propria, che diventano poesia e libro – non sempre credibili ma sempre plausibili, malgrado l’avanzare dell’età potrebbe (o dovrebbe) suggerire un’espressione più pacata; ma nemmeno il “profumo di un tardo disinganno”, le “finzioni sempre più imperfette” e “il mio lento arrugginire” frenano invece il poeta della carne e dei colori forti, della lingua penetrante e della rutilante immaginazione. Così le “cosce” sono “insolenti”, il “cielo stralunato”, le “pennellate di sghembo”, “tra gli stantuffi delle tue bugie”… Infine, “ricucio a caro prezzo confessioni […] interrompendo ogni frenesia”, per dare una credibilità all’esistenza dell’uomo-artista. Così, “fra le scommesse dei giorni” (che si intuiscono perdenti) e “fra le pieghe dell’inguine [tuo]”, “preferirei legarmi al gioco”… qualunque sia, comunque si debba poi pagare la sconfitta prevista (“senza più parole ho chiuso ogni poesia”).
Il problema interpretativo di un lavoro di Spagnuolo è che a volte interpretare è anche inutile, essendo piuttosto utile starsene a riva, sul bordo del lago inquieto della sua poesia, e osservare lo sciabordio delle parole, la risacca dei sentimenti che si fanno costruzione testuale. Occhi attenti a cogliere “il sussulto che scatena altri scompensi / tra l’angoscia ed il cruccio / delle occasioni perdute”: è una poesia questa che vive di sé, in sé compiuta (i testi brevi sono densissimi, e non ammettono sviluppi ulteriori).
Queste improbabili Fratture da comporre hanno un punto debole: la dichiarata anche se implicita menzogna che le compone mentre le rompe – il poeta si diverte a mostrare debolezze che sono la sua forza, nella consapevolezza di una capacità che ormai non si scalfisce: egli conosce se stesso e si offre come avrebbe voluto che la vita gli si offrisse (e a volte, certo, ne ha goduto, di sé e della vita).

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