Archive for giugno 2009

“La parola scura” di Leone D’Ambrosio

giugno 29, 2009

Spaventa appena il titolo (che fa temere qualche vezzo post-ermetico) ma qui è tutto chiaro, in questo libro di Leone D’Ambrosio: La parola scura è tale forse più in chiave tardo-scapigliata… La parola si fa “scura” poiché costretta a guardare un mondo al quale sempre più si sente estranea, e nel quale pur vorrebbe incidere – ma l’uomo che ascolta fa più che mai fatica ad ascoltare (a leggere, a capire)…
Le 50 poesie di questo suo sesto volumetto di versi confermano il D’Ambrosio ormai noto alla critica: accorto utilizzatore di ricercatezze lessicali (a volte anche ardite) in mezzo a squarci di profonda riflessione (echi di frequentazioni filosofiche?). In effetti è predominante – seppure a volte criptato, latente, sotteso – il gioco sulla parola: quasi un ossimoro fra il primo e l’ultimo titolo della raccolta, “La parola scura” e “La parola che si scrive”… significa forse che scuro è quel che si scrive? forse, appunto, se è vero che fa scuro sotto il ciglio della notte e chissà se un nuovo giorno porterà davvero luce nuova (quando sarà passata la nottata!): infatti, “l’alba è un ciglio alzato”.
La silloge proposta da Leone D’Ambrosio, per di più suffragata da una vasta campionatura di testimonianze e giudizi critici, è particolarmente densa e distesa: ci si respira insieme una convinta maturità espressiva (non autoreferenziale) e una serena tensione ad approdi lontani (ma non tanto: “Non è penitenza la strada in salita”). Qui ci si offre piuttosto ai sentimenti buoni (svetta una toccante lirica per il padre – “Mi siedo sulle tue ginocchia stanche / per avere in cambio / un anticipo di stagione passata” – e presenti sono pure altri affetti privati) e si cerca – con passione, con forza – di correre insieme al tempo incalzante (altro tema portante del libro: “per fuggire dai miei compleanni”) per esorcizzarne la paura e la malia, per superarne i guasti e gli sprechi (“bisogna stare negli anni / con la morte sotto il letto”).
Infine, la posizione del poeta, per quanto ambigua l’esistenza possa sembrare, spinta/illusa da sirene incantatrici, deve essere ferma e chiara, “da quale parte stare non si sceglie” – si è purtroppo semplicemente se stessi, offerti a chi (“forestiero di notizie”) potrebbe ancora chiedere se quella “parola scura”, decifrata, assaporata, possa far luce, un poco, per l’aspro cammino in attesa.
dambrosio

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Aggiornamento collana

giugno 14, 2009

Nell’ultimo anno, la collana editoriale “la stanza del poeta” si è arricchita dei seguenti piccoli (ma non sempre piccoli) libri:
44 – J. d’Este – F.P.Tanzj Oltre i confini
45 – Cervone, Fusco, Euphorbia, Di Mare, Bove, Nugnes   SvolgiMenti
46 – Nicola Napolitano Autoantologia
47 – Giuseppe Napolitano 10 poesie/ 10 Gedichte
48 – I poeti extravaganti Tremiti dei poeti
49 – Angela Serna Otras voces/ Altre voci
50 – G.Agnisola, P.Cominale, R.Di Biasio, A.Iannacone, P.Maffeo Nicola Napolitano cinque anni dopo
51 – I.Vallone, R.Fusco, I.Di Ianni Una ragazza del sud
52 – Claudio Carbone Colonne quotidiane/ Colonnes quotidiennes
53 – Irene Vallone Attraverso
54 – Laura Buscemi Petali nel Grand Canyon

Anche la poesia si indigna

giugno 4, 2009

METTETE UN POCO DI AMORE NELLA VOSTRA VITA…
:così tanti anni fa il poeta De Moraes – ed io parafrasai con
METTI UN PO’ DI POESIA NELLA TUA VITA
era la Pasqua del 1971…

Siamo ancora in cerca di amore e poesia per fare la vita un poco più degna di essere tale ma soprattutto siamo in cerca di parole oneste (dove trovarle non so – forse soltanto i poeti…

MA ORA L’EUROPA CI CHIAMA E DOBBIAMO VOTARE
E SOPRATTUTTO DOBBIAMO VOTARE PER COLORO
CHE NON CI FACCIANO VERGOGNARE IN MODO DISONESTO

Perché essere Italiani è stato sempre un titolo di merito in Europa e non è giusto che a sporcarci siano le parole di un italiano con la minuscola e ignorante di qualsiasi regola che non sia la sua – ignorante per di più della civiltà culturale che pure – ahimé – è chiamato a rappresentare in Europa

PER FORTUNA GLI AMICI EUROPEI LO SANNO MA SONO STANCO
DI ANDARE IN GIRO A FARE BRUTTE FIGURE PER COLPA SUA

VERGOGNA!