Viaggio a Vitoria

presentacion

Vitoria è la capitale delle province basche, non lontana da Bilbao. L’amica poetessa Angela Serna, che l’anno scorso partecipò alle serate del “Voci del Mediterraneo”, mi ha invitato lì a presentare la mia produzione poetica, per l’occasione risistemata in un libro tradotto da Carlos Vitale: Misura di vita / Medida de vida.

Interessante esperienza – ricca di incontri umani (a parte la sorprendente visita del Guggenheim… e della cattedrale di Vitoria…) come l’incontro con la pittrice Ana Sanchez, per la cui “Pereza” avevo scritto “Languore del futuro” e  Juan Lopez de Aèl, fotografo poeta…

Il nuovo libro ha in copertina una immagine tratta da un quadro di Normanno Soscia (presto sarà pubblicato il nostro Genius loci. 18 poesie per Normanno Soscia:  un lavoro di gran pregio editoriale).

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2 Risposte to “Viaggio a Vitoria”

  1. Angela Serna Says:

    Querido amigo Giuseppe: ha sido un placer poder disfrutar de tu poesía en este breve encuentro en Vitoria. La casa de Cultura y el Museo Artium han sido los espacios, pero la profundidad de tu palabra ha dejado un recuerdo en todas las personas que han tenido la ocasión de escucharte. Así es la poesía, siempre tendiendo puentes para, con ellos y entre todos, construir un mundo más habitable. Un fuerte abrazo amigo. Hasta pronto. Angela

  2. Aldo Cervo Says:

    In Medida de vida Giuseppe Napolitano si conferma eclettico della parola – Respiro dell’essere/ la parola…/ -, oltre che fine compositore di sintassi melodiche, di sonatine (percezione mia, personalissima!) in “do diesis minore”, direi quasi per violino e pianoforte, che evocano a cornice la penombra ovattata delle sale da ricevimento degli antichi Palazzi ducali. Vi si coglie la malinconia – contenuta – dell’uomo che, suo malgrado, si ritrova nella stagione della senectus, che tuttavia quella stagione ancora riesce a stemperare …nel sorriso di innocenza/ e genuina furbizia di un bambino. Non è dunque un caso che Insieme a te – come suona il titolo di una raccolta scritta per la piccola Gabriella – io sono nato ancora.
    Medida de vida, che esce per conto della collana di poesia italiana diretta dal poeta spagnolo Carlos Vitale, si costituisce di quattro sezioni, tra le quali brilla di delicato, commosso, riconoscente affetto quella dedicata a Irene ( è la parola/ più dolce alla memoria/ il nome tuo/) compagna di vita del poeta.
    E qui il lettore che ha una certa dimestichezza con le poetiche del primo e secondo Novecento, può reperire, di Napolitano, le ascendenze letterarie, e non certo perché esplicitate in precise dediche, quanto piuttosto perché echeggiate in immagini e fonemi di inequivocabile provenienza. Chi se la sentirebbe, ad esempio, di negare nella presente silloge, nell’andamento ritmico – intendo – di certi componimenti, l’avvenuta contaminatio di motivi e forme di che si costituiscono i versi de “La religione del mio tempo” di Pasolini e, del medesimo, “Le ceneri di Gramsci”?
    Ma il volume esibisce anche altro. La sua apertura a “incursioni” linguistiche europee dilatano geograficamente (e culturalmente) il respiro del lavoro, mentre reminiscenze classiche (Orazio e non solo), come quel convalescere piegato al transitivo, quel pelago, riaffioranti dagli abissi del tempo, e altro ancora, rendono l’idea delle profondità donde si origina la poesia di Napolitano.

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