Castelfranci

Invitati da Mimmo Cipriano a chiudere a Castelfranci il nostro Festival, non potevamo dire “non posso”… tanto meno “non voglio”.  I poeti non si negano… e ci hanno accolti con grande simpatia umana e disponibilità culturale. Le parole dei francesi Georges Drano e Nicole Stamberg, della spagnola Angela Serna hanno avuto la stessa atenzione delle nostre.

Amerigo Iannacone, Irene Vallone, Claudio Carbone, Stelvio Di Spigno e Giuseppe Napolitano hanno letto le loro poesie davanti a un pubblico scelto, nella sala del Consiglio Comunale di Castelfranci (provincia di Avellino), introdotti da Alessandro Di Napoli, attivissimo operatore culturale della sua regione, già ospite della “stanza” a Itri insieme a Cipriano, Calabrese e Barbieri.

La serata è finita a pizza in piazza, in occasione di una festa paesana dai forti colori, e sapori (e suoni orchestrali tradizionali). Ci si è scambiata qualche opinione, parecchie pubblicazioni e soprattutto la voglia di vedersi ancora. La poesia è in questo darsi, conoscersi e riconoscersi, incontrarsi nelle parole di amici della parola… La poesia della “stanza” è comunione consapevole.

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2 Risposte to “Castelfranci”

  1. Amerigo Says:

    Castelfranci

    Agosto, ventidue,
    nel caldo pomeriggio
    poetica trasferta a Castelfranci
    di cui neppure il nome conoscevo.
    Georges e Nicole, Angela,
    Giuseppe, Irene, Claudio
    e Stelvio e io
    e gli accompagnatori,
    amici di penna,
    amici in poesia,
    Alessandro, Domenico,
    Raffaele, Gaetano, Paolo
    e altri, altri ancora
    ad accoglierci con calore
    a offrirci amicizia e cordialità.
    Una visita fugace e fascinosa
    all’Abbazia di Goleto
    prima della lettura a alterne voci
    che carezza l’orecchio
    e arriva al cuore.

    28.8.08

  2. Enzo Saldutti Says:

    E come non poteva finire se non a PIZZA e PIZZETTE IN PIAZZA.
    Ma poteva finire anche a MACCARONARA E MOGLIATIELLI.
    Ciò vale a dire che, proprio così, tutto finisce a Castelfranci.

    E poi: chi sarebbe codesto attivissimo operatore culturale della sua Regione? Sarà forse l’esimio latinista Francesco Sbordone?
    In qual parte di Napoli egli vive ed opera? A Posillipo? In via Manzoni?
    In via Petrarca? O poco lontano: Afragola, Piscinola, Pollena Trocchia?
    Di certo: uno di tal tempra non vive ed opera in un paesotto di cui si ignora persino il nome.
    Se fosse uno sconosciuto qualsiasi e quindi vivesse ed operasse nell’ignoto Castelfranci: solo i castellesi saprebbero in che cosa è stato OPERATORE ATTIVISSIMO. O no?

    E quel pubblico scelto sarà forse il corpo docenti in lettere antiche alla Sapienza di Roma?
    E la “stanza”? Sarà forse la biblioteca del Vittoriale?

    Poesie, attivissimi operatori culturali regionali: ma vi rendete conto di cosa e di chi parlate? O pensate di scrivere a lettori sprovveduti?

    Riportate quanto testé detto: non fate i bulgari che escludono e chiudono i commenti non graditi. Non imitate la Comunità Provvisoria o il Centro Documentazione Poesia del Sud dove vivono ed operano i militi ignoti.

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