Prima lettura

L’intervento di Fabrizia Ramondino, imprevisto e straordinario (stra-ordinario perché imprevisto e ricco di provocanti contenuti e proposte), ha caratterizzato il primo incontro di lettura poetica alla “stanza”.

Rossella Fusco, Giuseppe Napolitano, Sandra Cervone, Gabriella Scamardella, Amerigo Iannacone, Stefano Sansoni: ciascuno ha dato di sé l’immagine della creatività operativa e comunicativa – nella “stanza” si viene a partecipare… “messo t’ho innanzi”… abbiamo ricordato (“prendete e mangiate”… si può anche dire “quel che vi offriamo”: sì, la parola è pane di vita).

C’erano ospiti nuovi, artisti (Andrea Colaianni, Toti Picone) e semplici ascoltatori, importantissime presenze perché a loro si rivolge l’iniziativa – conosciamoci insieme ascoltandoci. Poi faremo anche altro. Salvatore Bartolomeo ha ben compreso, subito: adesso voglio conoscervi meglio, ascoltandovi; poi vi dirò che ne penso…

La prossima volta, il 14 marzo, è prevista la partecipazione alla lettura di Giovanni Burali d’Arezzo, Massimiliano Contreas, Franco De Luca, Riccardo Pampena, Andrea Petrillo, Ambra Simeone.

La stanza del poeta non ha porta – entrate e siate a casa.

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3 Risposte to “Prima lettura”

  1. Sandra Says:

    “Entrate e siate a casa”… Già! Propri questi i “complimenti” che molti ospiti ci hanno fatto a fine serata: l’aver creato un’atmosfera accogliente, confortevole, “casalinga” nel senso nobile del termine.
    La Poesia rende fratelli. Pronti al confronto. Nessuno si senta escluso.

  2. Sandra Says:

    “Mondo, cerca di capire! Il poeta – nel sonno, scopre

    la legge della stella e la formula del fiore”. (Marina Cvetaeva 1892-1941).

  3. Sandra Says:

    Madonna Poesia

    Poesia.
    Madre tenera che allevi
    gigli e serpi
    nell’unico seno,
    che disseti
    senza veleni
    contrade e sepolcri,
    viottoli e muraglie,
    guarda
    al mio prezioso
    dolore,
    non negarmi
    la santa mano
    sulla spalla
    impietrita
    del disinganno…

    Madonna Poesia,
    cuore del nostro cuore
    moltiplicato e torturato,
    del nostro vento
    collettivo
    inquinato,
    del ventre sterile
    dell’inesperta
    struggente
    ammaliante
    colpevole
    saggezza…

    Ah! Che ci conforti
    la pioggia di metallo!
    Che dal tuo mantello
    scivoli al suolo
    carnoso
    la livida bontà
    della solidarietà
    scanzonata
    e insozzata,
    insanguinata
    e vivida
    tra rimpianti e lavaggi,
    tra vetri aguzzi
    e sorgenti
    d’amore
    e d’astuzie….

    Poesia della Notte
    e della Salvezza….

    Rendici docili,
    alfin, alla
    vera
    Te-ne-rez-za….

    (Sandra Cervone)

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