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	<title>la stanza del poeta &#187; Senza Categoria</title>
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		<title>la stanza del poeta &#187; Senza Categoria</title>
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		<title>La guerra dell&#8217;amore di Vanina</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 11:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stanzadelpoeta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un libro di Vanina Iodice (Kairos edizioni)&#8230;

Una sorpresa in una sorpresa in una sorpresa! È un libro che finisce tre volte o quattro, oppure una volta soltanto, alla prima pagina) – o mai! È un libro che si può aprire a qualsiasi pagina e poi rileggere da capo… è un libro di vita che cerca [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stanzadelpoeta.wordpress.com&blog=2684702&post=203&subd=stanzadelpoeta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Un libro di Vanina Iodice (Kairos edizioni)&#8230;</p>
<p><a href="http://stanzadelpoeta.files.wordpress.com/2009/12/vanina.jpg"><img src="http://stanzadelpoeta.files.wordpress.com/2009/12/vanina.jpg?w=213&#038;h=300" alt="" title="vanina" width="213" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-202" /></a></p>
<p>Una sorpresa in una sorpresa in una sorpresa! È un libro che finisce tre volte o quattro, oppure una volta soltanto, alla prima pagina) – o mai! È un libro che si può aprire a qualsiasi pagina e poi rileggere da capo… è un libro di vita che cerca la vita,  di vita che fugge la vita, ed è un libro di guerra e di guerre, di grandi fatti nati da scintille di quotidiano… “Amore e guerra” l’ha già fatto Woody, ma qui c’è l’amore e la guerra dell’amore (o per l’amore, o nell’amore), che dovrebbe far dimenticare una guerra vera ma è forse di quella ancora più crudele… Una guerra per caso, un paradosso – questo è l’amore, che (se tale) prepara altri amori…  </p>
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		<title>La fiaccola di Renzo Ricchi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 09:04:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stanzadelpoeta</dc:creator>
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La sobrietà dei toni è la caratteristica di una consapevole maturità (di chi ha raggiunto il traguardo minimo che consente la scrittura: la possibilità di affermare tranquillamente le proprie certezze). In questi racconti di varia estensione e diversa tematica, è costante comunque un’espressione misurata che in ogni episodio e ad ogni personaggio dà la giusta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stanzadelpoeta.wordpress.com&blog=2684702&post=201&subd=stanzadelpoeta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://stanzadelpoeta.files.wordpress.com/2009/12/fiaccola.jpg"><img src="http://stanzadelpoeta.files.wordpress.com/2009/12/fiaccola.jpg?w=185&#038;h=300" alt="" title="fiaccola" width="185" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-200" /></a><br />
La sobrietà dei toni è la caratteristica di una consapevole maturità (di chi ha raggiunto il traguardo minimo che consente la scrittura: la possibilità di affermare tranquillamente le proprie certezze). In questi racconti di varia estensione e diversa tematica, è costante comunque un’espressione misurata che in ogni episodio e ad ogni personaggio dà la giusta dimensione di sé.<br />
Un decennio dopo l’antologia Racconti e a quasi due decenni da La creatura e l’ascolto, Renzo Ricchi torna alla narrazione breve (sono uscite nel frattempo raccolte di poesie e teatro), offrendo in La fiaccola (barabba, Lanciano) un’esemplare dimostrazione di scrittura. I sei racconti qui presentati sono quasi un prontuario per aspiranti narratori – una maniera per esporre teorie narratologiche – un piccolo campionario di metaletteratura. Perché il gioco autobiografico è chiaro, essendo il personaggio Lorenzo una chiara “figura” letteraria dell’autore (e il fatto che sia presente in più di un racconto li unisce quasi a comporre un romanzo breve articolato in più momenti).<br />
Fin dal titolo dato al libro – come opportunamente rileva Roberto Salsano nell’acuto saggio in postfazione, una guida alla lettura esauriente e illuminante – emerge la ricerca di luce, esistenziale e letteraria, cui aspira lo scrittore (“un itinerario in interiore hominis, entro il proprio io verso un barlume di nuova intuizione spirituale”). Ricchi peraltro recupera in questa sua “fiaccola” una volontà di fissaggio del tempo che gli è congeniale, non solo in prosa, un modo per guarire del tempo le ferite e superarne i guasti. Difficile a farsi; meglio liberarsene letteraturizzando – Svevo docet! – i capitoli dell’esistenza facendone un libro. Che va oltre il tempo….<br />
Le dinamiche esistenziali dei personaggi sono tutte riconducibili alla privata vicenda di un super-personaggio che è l’autore stesso, proiettato magari in una realtà altra (come gli sarebbe piaciuto che fosse), ma ben radicato in questa (che gli piace tuttavia analizzare attentamente – e nell’autore è retaggio del suo mestiere di giornalista).<br />
Citazioni interne ben riconoscibili rimandano in particolare a La creatura e l’ascolto (animali e bambini innocenti di fronte al male del mondo…) e certe affermazioni di stampo sociologico e politico o soprattutto religioso/filosofico fanno pensare alle mille domande sull’uomo e sul creato, sulla divinità e i suoi rapporti con l’umanità che Ricchi ha sempre posto a se stesso e al suo lettore.</p>
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		<title>Quanto dura un secondo luce?</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 08:48:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stanzadelpoeta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Io non so dire quanto dura, ma credo comunque sia lunghissimo da vivere un “secondo luce”, e certo è sufficiente per leggere un libretto di appena 70 pagine… Ma ci sono 42 poesie, non sono tanto poche, in questo piccolo libro (elegantissimo, comunque: LietoColle non si smentisce nella solita cura editoriale), e sono la prima pubblicazione di una ragazza coraggiosa. Va letto, quindi, analizzato con attenzione – certo, anche con indulgenza, trattandosi di un’opera prima… ma va considerato con l’onesta attenzione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stanzadelpoeta.wordpress.com&blog=2684702&post=196&subd=stanzadelpoeta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img title="luce anna" src="http://stanzadelpoeta.files.wordpress.com/2009/12/luce-anna.jpg?w=213&#038;h=300" alt="" width="213" height="300" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#800080;">Io non so dire quanto dura, ma credo comunque sia lunghissimo da vivere un “secondo luce”, e certo è sufficiente per leggere un libretto di appena 70 pagine… Ma ci sono 42 poesie, non sono tanto poche, in questo piccolo libro (elegantissimo, comunque: LietoColle non si smentisce nella solita cura editoriale), e sono la prima pubblicazione di una ragazza coraggiosa. Va letto, quindi, analizzato con attenzione – certo, anche con indulgenza, trattandosi di un’opera prima… ma va considerato con l’onesta attenzione che merita chi affronta una prova di esordio.<br />
Ce ne sono tanti che esordiscono, oggi, e …rimangono all’opera prima poiché credevano di aver già pagato dazio e si ritirano a contemplarsi, come si dice, l’ombelico o soltanto la punta del naso. Anna Ruotolo non sembra di questi. Da questo suo “luminoso” esordio si può già affermare che tra pochi secondi luce saremo costretti a leggerla di nuovo, e stavolta saranno minuti, ore, chissà… ma come fa una giovinetta di non molte letture ad essere così esperta della navigazione negli infidi mari della poesia? Come osa sfidare l’alto pelago nel suo vascello leggero? Fidando in quale buona stella?<br />
Ecco, il problema interpretativo è tutto qui, in questa serie di ingenerosi interrogativi che la lettura dei <em>Secondi luce</em> di Anna Ruotolo impone più che proporre. Ma infine le risposte sono tutte rassicuranti: la ragazza ha la stoffa, ha il piglio del nocchiero – per rimanere nella metafora… Conosce quanto basta dell’universo letterario, e mostra di avere tutte le intenzioni di perfezionare le conoscenze perché fa trapelare dai suoi testi accorte movenze espressive, qualche arditezza semantica… Immagini rutilanti sono qui affiancate, a volte accatastate; parole e parole ci schiaffeggiano taglienti e subito dopo morbidamente ci blandiscono.<br />
Sembra di vivere con lei il sogno di un’esistenza-gioco della quale a lei solo sono concesse le regole, ma di poterne essere partecipi proprio perché a lei piace giocare (e non da sola!) – anche se, o proprio quando il gioco si fa cattivo, perdente. Compagni al duolo più che al gioco, allora? È dunque una tattica, la sua, che mira a prenderci al laccio, sinuosa e suadente fino a catturarci nella pania della sua lingua poetica?. E accettiamolo, questo invito a giocare, se è tale – se non è invece una richiesta di aiuto, agli scaltri lettori ben disposti, a trovare insieme il porto in cui gettare l’ancora…<br />
</span><a href="http://stanzadelpoeta.files.wordpress.com/2009/12/luce-anna.jpg"></a></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/stanzadelpoeta.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/stanzadelpoeta.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/stanzadelpoeta.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/stanzadelpoeta.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/stanzadelpoeta.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/stanzadelpoeta.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/stanzadelpoeta.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/stanzadelpoeta.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/stanzadelpoeta.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/stanzadelpoeta.wordpress.com/196/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stanzadelpoeta.wordpress.com&blog=2684702&post=196&subd=stanzadelpoeta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La ragazza senza età</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stanzadelpoeta</dc:creator>
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Per aver dovuto sempre troppo comprendere &#8211; sempre pagando in proprio, in vita regalata (o sprecata, nella ricerca di affinità sempre sfuggenti) -, per aver dovuto aspettare tanto una carezza quando ne avvertiva il bisogno, la &#8220;ragazza&#8221; ormai donna &#8211; ma ancora bambina nell&#8217;animo, nei sentimenti e nei sensi stessi custoditi con ingenuo stupore &#8211; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stanzadelpoeta.wordpress.com&blog=2684702&post=194&subd=stanzadelpoeta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://stanzadelpoeta.files.wordpress.com/2009/11/asoic.jpg"><img src="http://stanzadelpoeta.files.wordpress.com/2009/11/asoic.jpg?w=202&#038;h=300" alt="" title="asoic" width="202" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-193" /></a><br />
Per aver dovuto sempre troppo comprendere &#8211; sempre pagando in proprio, in vita regalata (o sprecata, nella ricerca di affinità sempre sfuggenti) -, per aver dovuto aspettare tanto una carezza quando ne avvertiva il bisogno, la &#8220;ragazza&#8221; ormai donna &#8211; ma ancora bambina nell&#8217;animo, nei sentimenti e nei sensi stessi custoditi con ingenuo stupore &#8211; la figlia del sud che ha conosciuto del nord più le delusioni che la salvezza sperata, conserva comunque una straordinaria capacità (e volontà) di comunicare.<br />
Se si decide, alla tenera età di ottant&#8217;anni (senza ironia perché con serena e distesa partecipazione Asoic Naie racconta le sue vicende &#8211; vere, purtroppo e dolorosamente ricordate, ma quasi con distacco, aiutata dalla lente dell&#8217;età che smorza i toni e asciuga l&#8217;espressione), se aspetta una vita per raccontare una vita, la ragione in definitiva è in quella piccola materna presunzione di poter essere utile… La funzione pedagogica della letteratura – specie quella memorialistica, fondata sulla credibilità dell&#8217;esempio &#8211; è una delle molle più forti, più della voglia di dire, dell&#8217;esigenza di scaricarsi, che hanno convinto una donna a liberarsi sulla pagina delle antiche paure, dello stesso pudore di una vita passata a nascondere ambizioni e pulsioni, a mascherare atteggiamenti di circostanza, ad essere &#8211; a dover essere &#8211; quel che conveniva più di quel che si sentiva.<br />
Per aver avuto diversi cattivi insegnanti e per essersene fidata anche troppo, l&#8217;alunna modello del tempo che fu ha continuato a studiare ed ha continuato a credere nell&#8217;esempio che si fa insegnamento, poiché è credibile &#8211; e pertanto deve essere onesto, rigoroso. Al maestro si chiede onestà intellettuale, rispetto dell&#8217;allievo, disponibilità a mettersi in gioco in un processo formativo a due, non univoco, non impositivo. Così un genitore, e così pure uno scrittore che intenda (come un padre che insegna quel che sa) mostrare una via, indicare un percorso alternativo, suggerire mappe di orientamento.<br />
Procede a salti, la narrazione (è la vita, del resto, che fa salti, e fa salti la storia che la fa rivivere): ci sono episodi che iniziano e sembrano terminare, poi sono ripresi in un altro capitolo, e sono come ripresi da un nuovo punto di vista – ed è il punto di vista dell’età che muta: la protagonista ragazzina diventa giovinetta, adulta, matura… e scrive dopo decenni dall’ultimo avvenimento narrato. Ci sono dunque almeno tre piani di scrittura, e di lettura, nel libro, segno dell’evoluzione affrontata dal personaggio e dall’autrice stessa che, nel ricordare e raccontare, si costringe a fare i conti con le esperienze vissute, con le diverse scelte sbagliate che si è trovata a compiere (a subire, per lo più, perché altri sceglieva per lei, ma era lei a pagare, a portarne il marchio).<br />
Una ragazza del sud è una testimonianza, e un viatico: chi ha sopportato tanto, non può esimersi dal farne partecipi quelli che rischiano di subire altrettanto. C&#8217;è quindi il malcelato desiderio, anzi la chiara intenzione di offrire al lettore, e in particolare ai giovani (quelli di oggi, così lontani e ignari di cosa fosse un tempo l&#8217;educazione familiare), e alle donne, ancora probabilmente vittime e non sempre inconsapevoli dell&#8217;innata supponenza del maschio, di offrire a chi sappia ascoltare una proposta operativa, un vademecum per un&#8217;esistenza più dignitosa.<br />
Ma questo libro è pure un apotropaico lasciapassare per la propria coscienza &#8211; ci si deve sentire in pace avendo tanto visto e tollerato (senza rancore nemmeno per chi ha guastato il bello dell&#8217;esistenza) e pronti al redde rationem ma soltanto con la propria persona, con la propria intelligenza e il proprio sentire. La scrittura di un libro così concepito, racconto autobiografico e insieme (chissà quanto involontariamente) analisi sociologica, antropologica, ideologica… un libro come questo ci raccomanda a noi stessi e ci tranquillizza: non lasciamo debiti, avendo anzi dato come andava dato il senso giusto alla nostra vita, che è tale se condivisa, se ne facciamo dono perché altre vite siano migliori. </p>
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		<title>La ragione di Assiotea</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 20:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stanzadelpoeta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Più che un romanzo a tema, è un romanzo a progetto. Forse, un progetto che diventa romanzo per essere diffuso e (meglio) compreso.
Lo si può condividere o meno (al di là dei meriti letterari, che pur vi sono), ma rimane un’operazione coraggiosa. Al limite del cielo: dove, invariabilmente, inguaribilmente lo spirito umano tende e non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stanzadelpoeta.wordpress.com&blog=2684702&post=192&subd=stanzadelpoeta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img src="http://stanzadelpoeta.files.wordpress.com/2009/11/assiotea.jpg?w=217&#038;h=300" alt="assiotea" title="assiotea" width="217" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-191" /><br />
Più che un romanzo a tema, è un romanzo a progetto. Forse, un progetto che diventa romanzo per essere diffuso e (meglio) compreso.<br />
Lo si può condividere o meno (al di là dei meriti letterari, che pur vi sono), ma rimane un’operazione coraggiosa. Al limite del cielo: dove, invariabilmente, inguaribilmente lo spirito umano tende e non riesce a giungere se non in sogno, cavalcando l’Idea, la profonda angoscia di essere (stato) altro – di poter tornare ad essere altro, oltre… Non c’è bisogno di scomodare Platone: noi sentiamo di meritare una dimensione diversa da quella che ci costringe a sopravvivere qui dove siamo confinati.<br />
Qui ed ora, senza speranza – ma è questo infine il senso della vita: qui e ora, questa e non altra abbiamo a disposizione – dobbiamo vivere e far vivere bene l’esistenza che ci troviamo assegnata dalla nostra natura. Pensare di rimanere è presunzione senza fondamento, credere che qualcuno possa aiutarci (dal di fuori?) è pura illusione – anche se i poeti lasciano eredità di affetti e di illusioni a volte si può anche vivere. Sempre rispettando, però, le eredità e le illusioni altrui, senza prevaricare o peggio cercare di imporre le proprie. O non si merita il diritto a vivere bene.<br />
Adriano Petta continua a scavare nella storia e nell’umana avventura dell’uomo di scienza… ma la scienza – nella sua trasfigurazione letteraria – è il pensiero, la ragione, la volontà di affermarsi come creatura dominante proprio perché capace di riconoscersi limitata nella sua esperienza esistenziale, eppure capace di vivere a misura di leggi naturali riconoscibili, senza “aiuto” o “consolazione” che non siano appunto la propria forza di riflettere e comprendere.<br />
La figura di Assiotea, “la donna che sfidò Platone” (parzialmente inventata, ovviamente, per la pochezza di fonti e documenti), è una di quelle che sconvolgono la “norma” degli uomini… ammesso che un uomo possa essere “normale” sempre, senza sconfinare nelle eccezioni che lo fanno diverso dagli altri animali. La forza della ragazza che osa contrapporre la semplicità del suo ragionamento alle pretese platoniche di legiferare su tutto lo scibile umano, senza ammettere contraddittorio, è la forza dell’intelligenza contro l’assopimento della ragione. Dovremmo tenerne conto, sempre – oggi più che mai: farebbe bene scernere il grano dal loglio che infesta il campo, ma il loglio a volte costringe a fare attenzione dove si mettono i piedi. </p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/stanzadelpoeta.wordpress.com/192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/stanzadelpoeta.wordpress.com/192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/stanzadelpoeta.wordpress.com/192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/stanzadelpoeta.wordpress.com/192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/stanzadelpoeta.wordpress.com/192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/stanzadelpoeta.wordpress.com/192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/stanzadelpoeta.wordpress.com/192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/stanzadelpoeta.wordpress.com/192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/stanzadelpoeta.wordpress.com/192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/stanzadelpoeta.wordpress.com/192/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stanzadelpoeta.wordpress.com&blog=2684702&post=192&subd=stanzadelpoeta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Amir Or a Tetova</title>
		<link>http://stanzadelpoeta.wordpress.com/2009/10/27/amir-or-a-tetova/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 16:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stanzadelpoeta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Due poesie del poeta israeliano AMIR OR, conosciuto a Tetova in Macedonia al Festival &#8220;Ditet e Naimit&#8221; &#8211; nella mia traduzione dall&#8217;inglese (siamo insieme in una foto scattata da Julia Janku).
EL AMOR BRUJO
Come dirlo? Troppo vicino a un orso
tu sei carico di frutta nel cuore
tu sei il nome che una bocca muta
porta come il mare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stanzadelpoeta.wordpress.com&blog=2684702&post=189&subd=stanzadelpoeta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Due poesie del poeta israeliano AMIR OR, conosciuto a Tetova in Macedonia al Festival &#8220;Ditet e Naimit&#8221; &#8211; nella mia traduzione dall&#8217;inglese (siamo insieme in una foto scattata da Julia Janku).</p>
<p>EL AMOR BRUJO</p>
<p>Come dirlo? Troppo vicino a un orso<br />
tu sei carico di frutta nel cuore<br />
tu sei il nome che una bocca muta<br />
porta come il mare nel palmo della terra.<br />
Io tocco e invidio la mano che tocca,<br />
toccando, ho voglia di toccare.</p>
<p>Terrore di questo immobile momento,<br />
tu sei qui dentro qui dentro qui.<br />
Qui il fuoco dell’anima brucia brucia.<br />
Non consumato il cuore.</p>
<p>Urla fra le mie gambe<br />
l’animale all’animale fra le tue.</p>
<p>Urla fra i miei denti la luna<br />
alla luna nel tuo cuore.</p>
<p>L’animale nel mio cuore ti fiuta sempre.</p>
<p>CAMERA OBSCURA</p>
<p>Oscurità – non si distingue fra le cose<br />
non ti si riconosce tranne<br />
per la tua voce che vaga tra gli echi<br />
l’odore aspro della tua paura – il tuo desiderio<br />
di strappare all’oscurità la tua immagine<br />
di strappare un’ombra per te fuori dalle ombre.</p>
<p>L’oscurità è un grembo senza pareti –<br />
c’è solo me stesso dentro me stesso.</p>
<p>Nella chiusa oscura stanza un bimbo apprende<br />
ad ascoltare toccare essere<br />
impulso e pelle.</p>
<p><img src="http://stanzadelpoeta.files.wordpress.com/2009/10/con-amir.jpg?w=225&#038;h=300" alt="con amir" title="con amir" width="225" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-188" /></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/stanzadelpoeta.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/stanzadelpoeta.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/stanzadelpoeta.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/stanzadelpoeta.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/stanzadelpoeta.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/stanzadelpoeta.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/stanzadelpoeta.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/stanzadelpoeta.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/stanzadelpoeta.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/stanzadelpoeta.wordpress.com/189/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stanzadelpoeta.wordpress.com&blog=2684702&post=189&subd=stanzadelpoeta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>I brandelli di vita di Shaip</title>
		<link>http://stanzadelpoeta.wordpress.com/2009/10/20/i-brandelli-di-vita-di-shaip/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 20:33:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stanzadelpoeta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Shaip Emerllahu, poeta, è l&#8217;organizzatore del Festival &#8220;Ditet e Naimit&#8221; che si tiene a Tetova in Macedonia, sua città natale (ma lavora a Berlino). E&#8217; stato appena tradotto in inglese un suo piccolo denso libro di versi: LIFE&#8217;S RAGS&#8230; Dal quale scelgo alcune poesie (da me tradotte): 
ALTRO TEMPO
anche se tu cambiassi
	cento voci
tu non saresti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stanzadelpoeta.wordpress.com&blog=2684702&post=187&subd=stanzadelpoeta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Shaip Emerllahu, poeta, è l&#8217;organizzatore del Festival &#8220;Ditet e Naimit&#8221; che si tiene a Tetova in Macedonia, sua città natale (ma lavora a Berlino). E&#8217; stato appena tradotto in inglese un suo piccolo denso libro di versi: LIFE&#8217;S RAGS&#8230; Dal quale scelgo alcune poesie (da me tradotte): </p>
<p>ALTRO TEMPO</p>
<p>anche se tu cambiassi<br />
	cento voci<br />
tu non saresti più notato</p>
<p>o gallo dei vuoti mattini</p>
<p>nessuno si sveglia<br />
nessuno</p>
<p>nelle ore che rimangono<br />
	gli allarmi percuotono la scena</p>
<p>FINO AL MATTINO</p>
<p>poiché avevamo speranza in un sogno<br />
      non potevamo dormire<br />
e ci accecammo aspettando la sua luce</p>
<p>e ce ne liberammo meravigliandoci<br />
di noi stessi paralizzati</p>
<p>naturalmente<br />
il mattino ci trovò sorridenti<br />
spontanei fra le braccia dell’equatore</p>
<p>ANSIA DI RITORNO</p>
<p>quando stai per cominciare un viaggio<br />
non chiedere<br />
quando ritornerai</p>
<p>ti basta<br />
catturare la rugiada del mattino<br />
per lavare via<br />
	quella paura</p>
<p><img src="http://stanzadelpoeta.files.wordpress.com/2009/10/sh-solo.jpg?w=184&#038;h=300" alt="sh solo" title="sh solo" width="184" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-186" /></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/stanzadelpoeta.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/stanzadelpoeta.wordpress.com/187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/stanzadelpoeta.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/stanzadelpoeta.wordpress.com/187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/stanzadelpoeta.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/stanzadelpoeta.wordpress.com/187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/stanzadelpoeta.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/stanzadelpoeta.wordpress.com/187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/stanzadelpoeta.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/stanzadelpoeta.wordpress.com/187/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stanzadelpoeta.wordpress.com&blog=2684702&post=187&subd=stanzadelpoeta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">sh solo</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Ricordo di Abdellatif, poeta laureato</title>
		<link>http://stanzadelpoeta.wordpress.com/2009/10/20/ricordo-di-abdellatif-poeta-laureato/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 14:06:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stanzadelpoeta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Al Festival internazionale di Poesia &#8220;Ditet e Naimit&#8221; dell&#8217;anno scorso a Tetovo in Macedonia fu consacrato poeta dell&#8217;anno il franco-marocchino Abdellatif Laabi.
Ne ho tradotto due frammenti poetici.
Il faudra un jour
nous excuser auprès de la terre
et nous retirer
sur la pointe des pieds
Bisognerà un giorno
che ci scusiamo con la terra
e in punta di piedi
ritirarci
Pour se retrouver
il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stanzadelpoeta.wordpress.com&blog=2684702&post=185&subd=stanzadelpoeta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p> <img src="http://stanzadelpoeta.files.wordpress.com/2009/10/abdell.jpg?w=215&#038;h=300" alt="abdell" title="abdell" width="215" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-184" /></p>
<p>Al Festival internazionale di Poesia &#8220;Ditet e Naimit&#8221; dell&#8217;anno scorso a Tetovo in Macedonia fu consacrato poeta dell&#8217;anno il franco-marocchino Abdellatif Laabi.<br />
Ne ho tradotto due frammenti poetici.</p>
<p>Il faudra un jour<br />
nous excuser auprès de la terre<br />
et nous retirer<br />
sur la pointe des pieds</p>
<p>Bisognerà un giorno<br />
che ci scusiamo con la terra<br />
e in punta di piedi<br />
ritirarci</p>
<p>Pour se retrouver<br />
il faut d’abord se perdre</p>
<p>Per ritrovarsi<br />
prima<br />
bisogna perdersi</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/stanzadelpoeta.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/stanzadelpoeta.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/stanzadelpoeta.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/stanzadelpoeta.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/stanzadelpoeta.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/stanzadelpoeta.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/stanzadelpoeta.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/stanzadelpoeta.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/stanzadelpoeta.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/stanzadelpoeta.wordpress.com/185/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stanzadelpoeta.wordpress.com&blog=2684702&post=185&subd=stanzadelpoeta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">stanzadelpoeta</media:title>
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			<media:title type="html">abdell</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Diti Ronen: memoria di Tetovo 2008</title>
		<link>http://stanzadelpoeta.wordpress.com/2009/10/20/diti-ronen-memoria-di-tetovo-2008/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stanzadelpoeta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[
Tra le presenze più significative del Festival di poesia “Ditet e Naimit” dell’anno scorso, la poetessa israeliana Diti Ronen da me tradotta:
Monday: Pre-Dawn
Like a home, I leave you –
when I come back I turn on the light.
You follow me to the kitchen
waiting for a sign of love.
I’m hungry,
you offer
a plate, a chair, a bed.
I’m conciliated.
I [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stanzadelpoeta.wordpress.com&blog=2684702&post=182&subd=stanzadelpoeta&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p>Tra le presenze più significative del Festival di poesia “Ditet e Naimit” dell’anno scorso, la poetessa israeliana <em>Diti Ronen</em> da me tradotta:</p>
<p><strong>Monday: Pre-Dawn</strong></p>
<p>Like a home, I leave you –<br />
when I come back I turn on the light.</p>
<p>You follow me to the kitchen<br />
waiting for a sign of love.<br />
I’m hungry,</p>
<p>you offer<br />
a plate, a chair, a bed.<br />
I’m conciliated.</p>
<p>I fold my body into yours<br />
while my heads leaves<br />
for its winding paths.</p>
<p>How I longed to capture the words of beauty,<br />
their perfection round<br />
like a river stone.</p>
<p>Home that I left come back to visit me.<br />
At night I repay their visit.<br />
Farewell within farewell within farewell.</p>
<p>Still I know nothing about your ways in me,<br />
like how your mornings are readied for solace.</p>
<p><em>(English translated by Rachel Tzvia Back)</em></p>
<p> </p>
<p><strong>Lunedì – prima dell’alba</strong></p>
<p>Come una casa ti lascio –<br />
quando poi torno accendo la luce</p>
<p>Tu mi segui in cucina<br />
aspettandoti un cenno d’amore.<br />
Io sono affamata</p>
<p>e mi offri<br />
un piatto una sedia un letto.<br />
Mi sento riconciliata.</p>
<p>Ripiego il mio corpo nel tuo<br />
e se ne va per le sue vie<br />
tortuose la mia mente.</p>
<p>Che impresa catturare parole di bellezza<br />
– come pietra di fiume<br />
rotonda la loro perfezione.</p>
<p>Tornano a visitarmi le case che ho lasciato.<br />
Di notte io ripago le loro visite.<br />
Addio in un addio in un addio.</p>
<p>Niente ancora so in me delle tue strade<br />
né quanto i tuoi mattini siano pronti alla gioia.</p>
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		<title>Ricordo delle Tremiti</title>
		<link>http://stanzadelpoeta.wordpress.com/2009/09/05/ricordo-delle-tremiti/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 08:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stanzadelpoeta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[
Già tempo di memorie&#8230; l&#8217;estate sta per finire e i ricordi belli ci faranno compagnia. Ecco il gruppo dei &#8220;poeti extravaganti&#8221; e dei loro amici a San Nicola alle Isole Tremiti il 24 agosto. Appuntamento fin d&#8217;ora all&#8217;anno prossimo, al 28 agosto 2010!
per un&#8217;altra giornata di sole e comunione di parole&#8230; 
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Già tempo di memorie&#8230; l&#8217;estate sta per finire e i ricordi belli ci faranno compagnia. Ecco il gruppo dei &#8220;poeti extravaganti&#8221; e dei loro amici a San Nicola alle Isole Tremiti il 24 agosto. Appuntamento fin d&#8217;ora all&#8217;anno prossimo, al 28 agosto 2010!<br />
per un&#8217;altra giornata di sole e comunione di parole&#8230; </p>
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