Esordio (o conferma?

By stanzadelpoeta

La quinta lettura è stata una débacle – cause diverse hanno impedito la presenza a diversi poeti prenotati: alla fine sono intervenuti in due: Luciano D’Agostino da Isernia, medico e scrittore, attento osservatore della natura umana, e il giovane esordiente Giovanni Gaetani (di Gaeta, vent’anni ancora da compiere, il più giovane per ora…), che ci ha stupiti per la sua capacità di “ragionare” sulla poesia (e non a caso studia filosofia).

Insomma, pazienza (c’erano anche pochi ascoltatori: la scuola e le comunioni cominciano a distrarre i più): andrà meglio la prossima volta, il 30 maggio, quando dovrebbero venire: Lidia Riviello, Giovanni Burali, Antonio Vanni, Mauro Passerini, Rodolfo Coccia.

Settima lettura prevista il 6 giugno: Felice Paniconi, Rita Iulianis, Gianluigi Zeppetella… chissà!

3 Risposte a “Esordio (o conferma?”

  1. Sandra Dice:

    Si, è vero, la grande sorpresa (ma per me che lo conoscevo una conferma) è stato Giovanni. Così giovane, così interessante. Vi propongo alcune poesie che ha letto nella Stanza:

    1) Tensioni di vetri infranti/per giorni abbandonati/in una casa abbandonata/ (per terra vetri infranti) / questo è tutto il male / che dentro ci taglia.

    2) La notte si scioglie come un dipinto- / nostro falso ritratto; l’ultimo tentativo/ della foglia è stato vano; rimane allora/ un senso di vergogna che c’assale/ nell’ora del silenzio convulso e incapace, / del raro specchio dell’io col mondo: / questi sono i volti di Auschwitz,la sofferenza/ degli uomini ovunque, questa è la nostra coscienza/ che di fronte a loro tace -o ride- e che forse ora vorrebbe…/ ma ormai è tardi; la fredda alba già riordina le tinte.

    Propongo l’ingresso ufficiale di Giovanni della collana “La Stanza del Poeta”!!! Ha davvero tanto da dire!!! Bravo cucciolino!

  2. Amerigo Dice:

    La stanza ringiovanisce, ma non perde di profondità.

  3. Sandra Dice:

    Esito nello scegliere le
    parole,solo poche ne posso
    scegliere e ognuna dev’essere
    la più assoluta,ma ricordo che
    la più limpida operazione della
    terra ha luogo in una sillaba,
    macchè,anche in uno sguardo.

    Emily Dickinson

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